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Gay & Bisex

Onde di Abbandono


di relaxlove
29.05.2026    |    1.089    |    4 9.6
"Il suono dei succhi e dei respiri affannosi riempì la stanza, sovrastando il rumore della città fuori dalla finestra..."
Questo racconto é un continuo di "Olio e trasgressione"

Carlo si staccò lentamente da Davide, sentendo l’umidità della pelle e il calore ancora pulsante tra le loro cosce. Non ci furono scuse, solo un rapido sguardo carico di un’intesa che non necessitava parole. Si rivestì in silenzio, i gesti meccanici mentre cercava i suoi indumenti sparsi sul pavimento di legno. Carlo accompagnò Davide alla porta, l’aria fresca del corridoio gli fece un po’ di effetto, ma il ricordo della sensazione del cazzo di Davide dentro di lui rimaneva impresso nelle fibre muscolari, un eco vibrante che non riusciva a scacciare.

Passarono tre giorni. Tre giorni in cui Carlo lavorò, mangiò e dormì, ma la sua mente continuava a tornare a quella stanza, a quel profumo di sandalo e alla rottura di ogni regola professionale. La sera del terzo giorno, seduto sul divano con un bicchiere di vino in mano, prese il telefono. Le dita tremarono leggermente mentre digitava il nome di Davide.

"Ciao Davide. È stato... incredibile. Vorrei provare un'altra cosa, il massaggio Hawaiano Lomi Lomi. Quando potresti?"

La risposta arrivò quasi immediata. "Domani sera. Da me alle 21. Porta solo la tua voglia di lasciarti andare."

L'indomani sera, l'atmosfera era cambiata. Non c'era più la tensione nervosa della prima volta, ma un'elettricità statica, carica di attesa. Davide aprì la porta prima ancora che Carlo bussasse. Davide entrò. La stanza era già pronta, l'aroma era inebriante, c'era il dolce profumo del monoi, un richiamo tropicale che prometteva abbandono.

"Il Lomi Lomi è un massaggio che lavora sull'energia attraverso movimenti continui, come le onde dell'oceano," disse Davide, la voce bassa mentre si scioglieva la camicia. "Non ci sono interruzioni. Tutto è flusso."

Carlo si spogliò, questa volta senza esitazione, e si stese sul lettino a pancia in giù. Chiuse gli occhi, ascoltando il rumore delle mani di Davide che si sfregavano per scaldare l'abbondante olio di cocco.

Quando le mani di Davide lo toccarono, non fu una pressione puntiforme come nel tantra, ma un abbraccio totale. Le avambraccia scivolarono lungo la colonna vertebrale di Carlo, partendo dal collo e arrivando fino ai polpacci in un movimento fluido e ininterrotto. Era una danza. Davide si muoveva attorno al lettino, le mani che incrociavano la pelle di Carlo con un ritmo ipnotico, alternando pressioni profonde e carezze leggere. L'olio caldo rendeva ogni scivolio sensuale, un fruscio continuo che riempiva la stanza.

Carlo sentì i muscoli sciogliersi non solo sotto la pressione, ma sotto il ritmo stesso. Le mani di Davide scivolavano sui suoi glutei, non più per lavorare i nodi, ma per accarezzare, per possedere. I pollici di Davide affondarono nei muscoli delle natiche, aprendoli leggermente, e un gemito profondo sfuggì dalle labbra di Carlo. La sua eccitazione cresceva con ogni passata, il cazzo che si induriva contro il materasso, cercando frizione.

"Girati," sussurrò Davide, la voce rauca.

Carlo si voltò. La sua erezione era evidente, palpitante contro la pancia. Davide non fece cenno di ignorarla. Versò altro olio direttamente sul petto di Carlo, facendolo scivolare lungo i fianchi e l'inguine. Le sue mani seguirono il flusso dell'olio, sfiorando la base del cazzo, poi risalendo lungo i pettorali. Era una tortura lenta e deliberata. Davide si chinò, le sue labbra sfiorarono il collo di Carlo, mordicchiando leggermente la pelle proprio sotto l'orecchio.

"Ancora?" chiese Carlo, la voce rotta dal desiderio.

"Non posso smettere," rispose Davide, e le sue mani chiusero il cazzo di Carlo, calde e scivolose per l'olio.

Iniziò a masturbarlo con movimenti lunghi e lenti, sincronizzati con il respiro di Carlo. Poi, senza preavviso, Davide scese, prendendo la cappella in bocca. La lingua calda avvolse il glande mentre le mani continuavano a lavorare l'asta. Carlo affondò le dita nei capelli di Davide, i fianchi che si alzavano per spingersi più a fondo in quella gola calda e accogliente. Il suono dei succhi e dei respiri affannosi riempì la stanza, sovrastando il rumore della città fuori dalla finestra.

Davide si sollevò, i suoi occhi brillanti di desiderio. Si spogliò velocemente, il suo cazzo duro che saltò fuori, pronto. Si posizionò tra le gambe di Carlo, sollevandole e appoggiandole sulle sue spalle. Versò ancora olio sulla sua mano e si lubrificò il cazzo e l'ano di Carlo, le dita che entravano e uscivano, preparandolo, allargandolo.

"Dammelo adesso," implorò Carlo, le mani che afferravano le braccia di Davide.

Davide spinse. La testa del cazzo superò la resistenza iniziale, scivolando dentro grazie all'abbondante olio. Entrò tutto d'un fiato, fino alle palle. Carlo gridò, una miscela di dolore e piacere puro. Davide iniziò a muoversi, non con la frenesia della volta precedente, ma con il ritmo del Lomi Lomi: movimenti lunghi, profondi, onde che si infrangevano contro il corpo di Carlo. Ogni spinta era precisa, colpendo il punto giusto, facendo vedere le stelle a Carlo.

"Sì, così, cavolo, sì!" urlò Carlo, il corpo che si contorceva sotto l'assalto.

Davide si chinò per baciare, una lingua che invase la bocca dell'altro mentre il suo cazzo invadeva il culo. La pelle baciava la pelle, sudata e scivolosa. Il ritmo aumentò, le onde diventando tempesta. Davide afferrò il cazzo di Carlo e lo segò in sincronia con le sue spinte, portando entrambi al limite.

Carlo fu il primo a cedere. "Vengo! Dio, vengo!"

Il corpo si arcò, gli addominali si contrassero e sborrò copiosamente sul petto e sulla pancia, spruzzi caldi che colpirono anche il mento. La contrazione dei muscoli anali fu la fine per Davide. Con un urlo strozzato, spinse con forza una volta, l'ultima, e riempì l'intestino di Carlo con il suo sperma, scosse di piacere che lo attraversarono da capo a piedi.

Crollarono l'uno sull'altro, un groviglio di arti e respiro affannoso. L'odore di sesso e cocco era intenso, avvolgente. Davide rimase dentro Carlo per un lungo momento, sentendo il battito del cuore dell'altro attraverso il petto. Non c'era bisogno di parlare. Il massaggio era finito, ma la vera terapia era appena iniziata.
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